Storia sterlina

La sterlina è la valuta ufficiale del Regno Unito, delle isole di Jersey , Guernsey, Georgia del Sud e isole Sandwich Meridionali, dell’Isola di Man, dell’Antartide britannica e di Tristan da Cunha. Essa è suddivisa in 100 pence. In diversi periodi storici, la sterlina era una moneta di scambio oppure delle banconote il cui valore era garantito da argento o oro, ma è attualmente una valuta sostenuta solo dalla economia nelle zone in cui è accettata. La sterlina è la valuta più antica del mondo che venga ancora utilizzata.

La sterlina è la quarta valuta più scambiata nel mercato dei cambi, dopo il dollaro statunitense, l’euro e lo yen. Insieme a queste 3 valute forma il paniere di monete che calcolano il valore dei diritti speciali di prelievo del FMI.

Dal punto di vista storico, essa affonda le radici nel periodo anglosassone, quando una sterlina equivaleva, in peso, ad una libbra d’argento. È stato Carlo Magno a far impostare il sistema contabile secondo cui 4 farthings = 1 penny, 12 pence = 1 scellino, 20 scellini = 1 sterlina. Ma in realtà è stato nel periodo di re Offa da Mercia (tra il 757 e il 796) che è stata introdotta d’argento, copiando il denarius dell’impero carolingio di Francia.

Le prime monete erano coniate a partire dall’argento puro, ma nel 1158 Enrico II fece coniare il centesimo Tealby, coniato con il 92,5% d’argento, standard rimasto fino al XX secolo. Le sterline erano esclusivamente in argento fino al 1344, anno in cui furono introdotte le sterline in oro.

Nel periodo del regno di Enrico VIII ed Edoardo VI, la sterlina in argento è stata pesantemente degradata, fino a raggiungere una sterlina con solo il 33,3% d’argento e a rimanente parte in rame. Durante il regno dei Tudor, le dimensioni ed il valore della moneta in oro oscillarono sensibilmente, al punto che 62 scellini d’argento (al 33,3%) andarono a comporre una sterlina d’argento.

Nel 1663 venne introdotta una nuova moneta in oro sulla base della ghinea da 22 carati. Questa nuova sterlina ebbe un valore che oscillava ampiamente fino al 1717, quando il valore venne fissato a 21 scellini. Ma nonostante gli sforzi di Isaac Newton, capo della Zecca inglese, di ridurre il valore delle ghinee, l’oro veniva valutato ben più dell’argento negli scambi verso l’estero. I mercanti inglesi inviavano all’estero argento, ma le merci esportate venivano pagate in oro, generando una carenza di monete d’argento, l’unica merce accettata dalla Cina per esportare le merci.

In realtà, anche il Regno di Scozia e di Irlanda avevano le proprie sterline. Quella scozzese aveva valore più o meno uguale alla sterlina inglese, ma subì una pesante svalutazione fino al XVII secolo, periodo nel quale venne fissato il cambio a 1 sterlina inglese per 12 sterline scozzesi. Cambio durato fino al 1707, anno in cui il Regno d’Inghilterra e di Scozia si sono fusi, adottando la sterlina inglese come valuta ufficiale. All’unione del Regno d’Irlanda con la Gran Bretagna, però, non vi fu l’unione della sterlina inglese con quella irlandese: l’unione tra le due valute è avvenuta nel 1826, anno in cui venne abolito il cambio di 13 sterline irlandesi per 12 inglesi.