La sterlina nuove banconote

La sterlina nuove banconote

La sterlina nel 2016 è destinata a cambiare: quell’anno, infatti, nel Regno Unito le banconote di cartamoneta saranno affiancate da banconote di plastica (o, per meglio dire, di materiali polimerici). La novità è stata resa nota nel dicembre del 2013 da Mark Carney, governatore della Banca di Inghilterra, che ha sottolineato che le banconote in plastica saranno più pulite e resistenti rispetto a quelle di carta, ma anche più ecologiche e difficili da contraffare.

Le banconote di carta vengono utilizzate in Gran Bretagna da oltre tre secoli: per questo motivo l’introduzione di quelle in plastica rappresenta un’innovazione decisamente significativa. A partire dal 2016 verranno introdotte le banconote da 5 sterline, che riporteranno l’effigie di Winston Churchill, mentre a partire dal 2017 inizieranno a circolare le banconote da 10 sterline, che invece riporteranno la figura di Jane Austen.

Le nuove banconote avranno dimensioni leggermente più piccole rispetto a quelle utilizzate attualmente e saranno costituite da una sottile pellicola di polipropilene flessibile con un rivestimento di uno strato di inchiostro grazie al quale il disegno potrà essere stampato.

Una banconota da 5 sterline di oggi, realizzata in fibre di lino e cotone, ha una durata media molto breve, non superiore a un anno: quando viene considerata non più utilizzabile perché rovinata, viene ritirata dal mercato e triturata, per poi essere impiegata all’interno di composti industriali. La produzione delle nuove sterline comporterà una procedura più costosa e più lunga, ma avrà dei benefici importanti: la durata, infatti, sarà di due volte e mezzo superiore, e ad avvantaggiarsene non saranno solo le casse governative (è previsto un risparmio di 100 milioni di sterline) ma anche l’ambiente.

Le sterline di plastica non si danneggeranno se messe accidentalmente in lavatrice: si scioglieranno, invece, se finiranno sotto un ferro da stiro.

La decisione di ricorrere alle banconote di plastica è stata assunta nel Regno Unito dopo ricerche durate tre anni e una consultazione pubblica che la Banca di Inghilterra ha effettuato nell’autunno del 2013: 37mila intervistati sono stati interrogati sui nuovi prototipi di banconote, e quasi il 90% si è dichiarato favorevole al loro impiego.

Le sterline in materiali polimerici rappresenteranno, dunque, una novità in Gran Bretagna, ma non a livello mondiale: già nel 1992, per esempio, in Australia sono state introdotte banconote di plastica; negli ultimi anni, invece, vi hanno fatto ricorso Paesi come il Canada, il Brunei, Israele, la Romania e la Nuova Zelanda.

A partire dal 2016, insomma, chi avrà bisogno di cambiare i propri euro in sterline avrà l’opportunità di maneggiare soldi di plastica. Oltre alle banconote da 5 e 10 sterline, anche gli altri tagli saranno aggiornati: un comitato è al lavoro per individuare le figure storiche che dovranno esservi rappresentate.

Come detto, le sterline di plastica si riveleranno vantaggiose anche dal punto di vista ecologico: una volta esaurito il loro ciclo di vita, potranno essere riciclate per la realizzazione di altri oggetti di plastica. Insomma, a fronte di una produzione inizialmente più dispendiosa, l’investimento sul lungo periodo si rivelerà conveniente.